Via della croce, via verso la pace – Via crucis preparata dal gruppo "PuntoPace" venerdì santo 29/03/02

(Dalla I^ alla IV^ stazione: riflessioni di Biagio Moliterni, Jacopo, Nico, Chiara, Marta)

I STAZIONE

Gesù è condannato e giudicato.

Questa prima stazione ricorda la condanna ingiusta subita da Gesù, nonostante tutto il bene da lui compiuto.

In questo gesto si riassume il dramma della Passione: gli uomini che condannano il loro Dio.

Assumendo la condizione umana, Gesù ha rinunciato alla sua divinità e si è messo alla pari degli uomini, che, non capendo questo grande atto d’amore, lo hanno giudicato e condannato.

II STAZIONE

Gesù è caricato della croce.

In questa stazione si vede Gesù sofferente, attorniato dai soldati e caricato del peso della croce.

Anche noi oggi carichiamo Gesù della croce, nella quale c’è tutto il peso dei nostri peccati, delle nostre ribellioni, dei delitti dell’umanità e della sofferenza degli innocenti.

III STAZIONE

Gesù cade sotto il peso della croce.

In questa stazione si vedono le povere forze di Gesù cadere sotto il peso delle nostre incomprensioni, freddezze, indifferenza.

Con la caduta di Gesù sembra che la forza della malvagità abbia sopraffatto la forza dell’amore. Ma non è così.

Gesù, infatti aveva detto: "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto".

Così la caduta di Gesù non è stata vana. Egli, infatti, cadendo e morendo per noi, ci ha donato la salvezza.

IV STAZIONE

Gesù incontra sua madre.

In questa stazione si vede il rapporto di benevolenza e d’amore tra Gesù e la madre.

La scena realizza la profezia del Vecchio Simeone: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima" (Lc 2,34-35).

Per una madre vedere scorrere il sangue del proprio figlio è un martirio ancora più grande che offrire le proprie sofferenze per lui. È un insegnamento anche per le mamme di oggi: bisogna saper essere accanto ai figli nel momento della prova, piuttosto che cercare di evitare loro ogni difficoltà, nascondendo la durezza della vita.

(V^ e VI^ stazione: riflessioni di Diego, Mario, Michele, Adolfo)

V STAZIONE

Gesù aiutato dall’uomo di Cirene

Colpisce il fatto che l’uomo di Cirene è costretto a portare la croce. Se non fosse stato così, non lo avrebbe aiutato. Bisogna soccorrere gli altri per solidarietà e non per costrizione. Il vangelo fa capire che Gesù non ce la fa a portare la croce. È sfinito fisicamente, anche a causa della terribile flagellazione che ha subito. Ma sembra anche abbattuto moralmente. Abbattuto per le ingiustizie subite e per le tante ingiustizie che sembrano sopraffare i più indifesi. Certamente Gesù non meritava quella fine, perché aveva fatto del bene, aveva predicato la parola di Dio, e tuttavia non era stata capito. Avete mai vissuto l’esperienza dell’incomprensione? Il non essere capiti per quello che uno è veramente dentro, pensare di aver fallito nel trasmettere i propri sentimenti e le proprie sensazioni, sentirsi offesi e demoralizzati, accorgersi di essere traditi. Tutto ciò era troppo pesante… era quella croce per portare la quale Gesù accettava l’aiuto di un altro, come Simone. Uno che Gesù persino perdonava per essere costui solo uno che era stato costretto ad aiutarlo.

VI STAZIONE

La Veronica asciuga il volto di Gesù

A differenza di Simone, Veronica, di sua spontanea volontà corre ad aiutare Gesù, asciugandogli il volto. Questo gesto lo conforta, perché egli vede che c’è qualcuno che crede in lui e non ha perso la speranza. Dal suo gesto sembra che Veronica abbia ascoltato prima Gesù e abbia creduto in lui come Messia. Il suo coraggio è così forte, da osare di mettersi accanto a un uomo condannato alla crocifissione.

VII STAZIONE

Gesù cade la seconda volta

Dalla "Via crucis, cammino verso la vita" di David M. Turoldo:

<<… Anche i più espropriati - e questa è forse l'esperienza più dolorosa - diffidano della gratuità. In realtà, le nostre possibilità di migliorare la sorte dei più sono tanto piccole...

Ci sentiamo così polverizzati, così impotenti... È possibile che, scoprendoci tali, stiamo già partecipando all'esperienza del Gesù avvilito, abbandonato, sul punto di bruciare le sue ultime energie. Sentiamo che il mondo, pur unificandosi, si polarizza intorno a pochi grandi poteri, di fronte ai quali sembrano svanire i nostri piccoli tentativi di aiutare gli altri ad essere umani. Ci guardiamo intorno e vediamo uomini e donne preoccupati per mille piccole o grandi cose, ma in ogni caso per se stessi. E anche fra i nostri fratelli cristiani incontriamo la nostra stessa perplessità; o la ricerca inconsapevole di placare l'inquietudine con la riflessione e il pensiero che suppliscano alla inazione. Il Gesù della seconda caduta ci dice che vale la pena di tentare: proprio perché gesto gratuito, perché gesto rifiutato, vita come amore>>.

 

VIII STAZIONE

Gesù consola le donne di Gerusalemme

Dalla "Via crucis, cammino verso la vita" di David M. Turoldo:

<<Disse Gesù: "Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti " (Matteo 5,44-45).

Solo le donne si avvicinano a Gesù. Soltanto loro superano la paura per consolare l'uomo sfinito. L'unico uomo ricordato dal Vangelo, Simone di Cirene, fu costretto ad avvicinarsi. Gli altri, fino ai più intimi, guardano forse da lontano per non compromettersi. Esse invece si avvicinano e condividono la sofferenza di Gesù. E lui, dal fondo della sua debolezza, trova la forza per pensare agli altri e, in questo caso, ai suoi nemici.

"Uomo per gli altri": questi è Gesù fino alla fine... "Se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco? " (Luca 23>31). Coloro che meritano che si pianga per loro sono quelli che hanno condannato Gesù: i farisei e il loro legalismo, che non possono sopportare la libera esistenza di Gesù; i sacerdoti, il Sinedrio, l'autorità religiosa, che si sono posti come barriera tra Dio e l'uomo e vedono minacciato il loro potere da quest'uomo seguito dal popolo; coloro che "legano fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono smuoverli neppure con un dito" (Matteo 23,4); Pilato, il rappresentante dell'impero, che lavandosi le mani crede di poter rifiutare la responsabilità della sua azione; ed Erode, l'autorità locale legata all'impero, nel godimento frivolo dei privilegi che gli concede il suo tradimento.

Lo sono anche coloro che continuano a condannarlo oggi: quelli che utilizzano la croce come messaggio di rassegnazione passiva, ma accettano la persistenza delle situazioni che generano la sofferenza; coloro che producono croce e morte sotto tutte le forme.

Per loro, per quelli che lo condannarono ieri e continuano a condannarlo oggi, Gesù ci chiede di piangere e di pregare. In un mondo saturo di odio, le sue parole suonano come una sfida. In una società divisa e radicalizzata, rimuovono i substrati delle brame di rivincita e di vendetta e invitano a una riconciliazione dura e difficile.

È un invito che raggiunge le più gelose profondità del cuore, perché proviene da uno che sperimenta nella propria carne il peso del potere che lo riduce a "obbrobrio degli uomini", e da dentro le macerie del suo essere raccoglie la forza di preoccuparsi per coloro che lo hanno condannato.

Preghiamo

Signore Gesù, è forse questo il momento più difficile del cammino che percorriamo con te. È l'occasione che ci permette di misurare meglio la distanza che separa la nostra esistenza dalla tua. Più che i tuoi miracoli e i tuoi segni, questo quadro ci permette di riconoscere in te il Dio che si rivela a noi nella tua persona: essere per gli altri! E soprattutto, essere per i nemici! Nel silenzio desideriamo lasciare che questa scena ci penetri e trasformi il nostro cuore…>>

(Dalla 9 alla 12 stazione: riflessioni di Giusy, Adriana, Luca, Biagina)

IX STAZIONE

Prima di giungere al Calvario, Gesù cade la terza volta

Gesù cade nuovamente. Si avvicina il culmine del suo dolore e Gesù cade come se fallisse il suo tentativo di salvezza… E tuttavia anche lì per terra sfinito, trova ancora la forza di rimettersi in piedi, seppure vacillando. Il suo gesto ricorda a noi che non c’è mai caduta così estrema dalla quale non possiamo rialzarci. Sembra dica proprio questo anche a chi nella vita è disperato e pensa di non avere ormai alcun motivo di vivere, a chi pensa di non essere nessuno e di non valere niente. Gesù, rialzandosi, ci insegna che anche se uno ha sbagliato, anche se è sfinito può rialzarsi, perché da ora in poi egli è al suo fianco pronto a sorreggerlo e a camminargli accanto, pronto a portare insieme con lui la croce, come quel giorno sulla via del Calvario.

X STAZIONE

Gesù è spogliato delle sue vesti

Tutto hai dovuto sopportare, Signore, anche l’umiliazione di rimanere nudo davanti alla folla che assisteva all’orrendo spettacolo di quella tortura. Qualcuno era persino dominato dall’odio e dalla rabbia. E tu di fronte a tutto ciò restavi con la tua dignità, senza alcun gesto di arroganza, senza nemmeno uno sguardo di sfida, né tantomeno di vendetta. Anche noi, Signore, nella nostra vita ci siamo più volte sbagliati, durante il passare degli anni. Prima da bambini e poi da adulti o da vecchi. Siamo così anche noi esposti a perderci. Ma guardando al tuo esempio, dobbiamo conservare intera la dignità e se l’abbiamo persa, dobbiamo recuperarla. Dobbiamo in ogni caso guardare più in alto, come hai fatto tu, o Signore.

XI STAZIONE

Gesù è crocifisso

Gesù è inchiodato alla croce. Ecco compiuto il suo destino. Sembra non resti niente della sua vita. Niente di niente a cui pensare, nemmeno la speranza di una supposta salvezza dell’ultimo momento, operata da Padre. Gli uomini hanno fatto quello che non il Padre voleva, ma quello che il loro odio aveva loro suggerito. Il Padre ha solo condiviso con Gesù la sua estrema coerenza, il suo andare fino alla fine, sapendo che la speranza nell’amore è più forte di tutto, perfino della morte. Ora tutto questo è stato compiuto. Sembra restare solo il buio e una sconfinata solitudine. Al di là di essi resta viva e parla con il suo silenzio la fedeltà di Gesù. È la fedeltà di Dio che resiste a tutti i fallimenti e si apre sempre nuove strade per offrirci la sua vita, anche a costo di consegnarla a noi.

XII STAZIONE

Gesù muore abbandonato sulla croce

"Dio mio, Dio mio, perché mi ai abbandonato?". In questo grido riecheggia il grido di tutti i crocifissi della storia, di tutti coloro che hanno perso la luce della speranza. Non è un grido di protesta, è l’ultimo appello dell’uomo, quando egli ha esaurito le sue domande. Era necessario portare sino al limite ultimo quella debolezza che Dio aveva liberamente scelto, perché si rivelasse il suo progetto: quello di vincere la morte attraversandola, sebbene passando nell’ultimo vicolo oscuro, oltre il quale ogni pensiero umano si smarrisce e si perde. Ma attraversando la morte, Gesù l’ha vinta, non solo per sé, ma per noi tutti.

 

XIII STAZIONE

Gesù è deposto dalla croce

Dalla "Via crucis, cammino verso la vita" di David M. Turoldo:

<<Disse Gesù: " Ritiratevi, perché la fanciulla non e morta, ma dorme " (Matteo 9,24).

"Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà" (Giovanni 11,24).

"Almeno questa grazia, o Dio: che tutti gli uccisi riposino, un istante, in braccio alle loro madri".

Tutto è rimasto avvolto nel silenzio profondo. I semplici curiosi volgono i loro passi alla quotidianità. Gli altri, Maria e con lei un gruppo di donne, meditano su quanto è accaduto. Gli apostoli si disperdono con il sapore amaro di speranze infrante. E tuttavia la storia degli uomini è stata radicalmente trasformata. La vicinanza del nostro Dio, che fin dagli albori della storia di Israele si rivelò come "Dio-con-noi", ha raggiunto la sua pienezza. Egli ha vissuto tutte le dimensioni della lotta dell'esistenza umana tra l'oppressione e la libertà. Ha ricevuto su di sé il peso distruttore dei poteri che dominano il mondo e nel fatto stesso che essi hanno trionfato sopra di lui, li ha vinti definitivamente.

La storia cambia segno, perché l'ha attraversata, appartenendole, ma più grande di essa, un amore totale che trasforma in vita tutte le passività degli uomini, perfino la morte.

Nel volto di Gesù deposto dalla croce risplende già una luce nuova. Non è il volto di un vinto, ma di un vincitore>>.

XIV STAZIONE

Gesù è portato al sepolcro

Dalla "Via crucis, cammino verso la vita" di David M. Turoldo:

<<Dal Vangelo secondo Marco: "Le donne, entrando nel sepolcro, videro un giovane seduto sulla destra, vestito di una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: "Non abbiate paura! Cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E risorto, non è qui...". Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura " (Marco 16,5-8).

"Tutta la creazione geme... ". "E fu esaudito per la sua fedeltà: perciò è risorto, la causa dell'uomo continua..."

Il corpo di Gesù è consegnato alla terra e il suo sepolcro sigillato con una pietra. Il ciclo della vita umana si completa.

Discese agli inferi, ci dice il Credo; discese nelle zone oscure della nostra esistenza umana per redimere e liberare tutti gli uomini. Discese nel cuore della terra (cfr. Matteo 12,40) per assumere la totalità del mondo. Non solo l'uomo, ma l'universo intero riceve il seme trasformatore della presenza del nostro Dio. L'universo intero, e l'uomo in primo luogo, carico di una vita nuova, vive l'attesa di un parto nel quale apparirà ciò che siamo realmente: la rivelazione della nostra condizione di figli di Dio>>.