20^ Domenica dell’anno (B)

Pane spezzato, ch’è uno squarcio di cielo,
pane mangiato, che profuma d’eterno,
questo pane ci hai dato, Gesù,
questo pane tu sei.
Hai spalancato e per sempre
le brecce divine
nascoste nei giorni dell’uomo.
L’hai fatto allargando le braccia
sulla mensa nello spezzare quel pane,
mentre pensavi alle tue braccia 
che stavi per stendere su di una croce.
Croce piantata tra il cielo e terra,
tra il nostro umano finito
e l’Infinito, che, grazie al tuo pane,
si sprigiona dal nostro vivere
ed oltre il nostro stesso morire. (GM/17/08/03)

Libro dei Proverbi (9,1-6) <<La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne. Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la tavola. Ha mandato le sue ancelle a proclamare sui punti più alti della città: «Chi è inesperto accorra qui!». A chi è privo di senno essa dice: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. Abbandonate la stoltezza e vivrete, andate diritti per la via dell'intelligenza»>>.

   Vangelo di Giovanni  (6,51-58) <<Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno»>>.

Il pane dell’eucaristia non è solo il pane di Gesù, è Gesù stesso. Il suo non è un dono tra i doni, è il dono della sua vita, il dono che è la sua vita. Una vita, tuttavia, che ci è data con le sue caratteristiche: quelle del figlio dell’uomo e del Figlio di Dio. Per questo in quel pane coesistono il finito e l’Infinito, il nostro umano perire di ogni giorno e il lento, inesorabile rifiorire della vita immortale.