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Settimana della pace e Rossano "Progetti di Dio e sentieri di pace" (7-13 agosto 2006)   

Tracce della riflessione a cura di G. Mazzillo

Alcune idee-guida

La pace come dono ricevuto e da trasmettere: dono e compito

Pace e Parola di Dio

Scelta metodologica: le letture quotidiane come luogo e strumento della proposta di Dio
    Alla base la convinzione che la pace è il cuore del Vangelo ----->

Giovanni Paolo II per la 37^ giornata mondiale della pace del 2004 «Un impegno sempre attuale: educare alla pace» aveva indicato un inscindibile rapporto tra annuncio del vangelo e annuncio della pace:

<<I vari aspetti del prisma della pace sono stati ormai abbondantemente illustrati. Ora non rimane che operare, affinché l'ideale della pacifica convivenza, con le sue precise esigenze, entri nella coscienza degli individui e dei popoli. Noi cristiani, l'impegno di educare noi stessi e gli altri alla pace lo sentiamo come appartenente al genio stesso della nostra religione. Per il cristiano, infatti, proclamare la pace è annunziare Cristo che è « la nostra pace » (Ef 2,14), è annunziare il suo Vangelo, che è «Vangelo della pace» (Ef 6,15), è chiamare tutti alla beatitudine di essere « artefici di pace» (cfr Mt 5,9)>>.

«Proclamare la pace» come «annunziare Cristo che è “la nostra pace”» sono espressioni inequivocabili, così come era inequivocabile già in Paolo nella lettera agli Efesini lo stretto rapporto tra vangelo e pace nell’espressione «lieta notizia della pace» (euangelion tēs eirēnēs). La lieta notizia, l’euangelion è pace, perché Cristo che è «la nostra pace» (Ef 2,14).

 

Romani 5:5 Or la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato. 

1Tessalonicesi 1:5 Infatti il nostro vangelo non vi è stato annunziato soltanto con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo e con piena convinzione; infatti sapete come ci siamo comportati fra voi, per il vostro bene. 

1Corinzi 13:12 Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto.  

---> Vangelo = la manifestazione di ciò che possiamo essere e ancora non siamo

---> Ciò che gli uomini di ogni tempo non sono riusciti ad essere: uomini in pace

---> Il sogno di Dio all’origine del suo agire nel mondo:  

Ger 29, 8-13

«Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Non vi traggano in errore i profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini; non date retta ai sogni, che essi sognano. Poiché con inganno parlano come profeti a voi in mio nome; io non li ho inviati. Oracolo del Signore. Pertanto dice il Signore: Solamente quando saranno compiuti, riguardo a Babilonia, settanta anni, vi visiterò e realizzerò per voi la mia buona promessa di ricondurvi in questo luogo. Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo - dice il Signore - progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza. Voi mi invocherete e ricorrerete a me e io vi esaudirò; mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il cuore; mi lascerò trovare da voi - dice il Signore - cambierò in meglio la vostra sorte e vi radunerò da tutte le nazioni e da tutti i luoghi dove vi ho disperso - dice il Signore - vi ricondurrò nel luogo da dove vi ho fatto condurre in esilio».
 

LUNEDÌ   07-08-06

Tema: La pace tra vera e falsa profezia – tra l’interesse di comodo e la partecipazione solidale [pace come profezia]

Ger 28,1-17 <<In quell'anno, all'inizio del regno di Sedecìa re di Giuda, nell'anno quarto, quinto mese, Anania figlio di Azzùr, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo queste parole: «Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo - dice il Signore - Ieconia figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia». Il profeta Geremia rispose al profeta Anania, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo che stavano nel tempio del Signore. Il profeta Geremia disse: «Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai predette, facendo ritornare gli arredi nel tempio e tutti i deportati da Babilonia in questo luogo! Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire ai tuoi orecchi e agli orecchi di tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi predissero contro molti paesi, contro regni potenti, guerra, fame e peste. Quanto al profeta che predice la pace, egli sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà». Allora il profeta Anania strappò il giogo dal collo del profeta Geremia e lo ruppe; Anania riferì a tutto il popolo: «Dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni». Il profeta Geremia se ne andò per la sua strada. Ora, dopo che il profeta Anania ebbe rotto il giogo sul collo del profeta Geremia, la parola del Signore fu rivolta a Geremia: «Và e riferisci ad Anania: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Io porrò un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia». Allora il profeta Geremia disse al profeta Anania: «Ascolta, Anania! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti mando via dal paese; quest'anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione contro il Signore». Il profeta Anania morì in quello stesso anno,  nel settimo mese>>.

♦ Disputa di Geremia con Anania sul futuro del popolo di Dio

♦ Il giogo imposto dai potenti

            ♦ La faciloneria delle false promesse di liberazione

            ♦ La vera e la falsa pace

            ♦ L’abbandono di un popolo violento al proprio destino nella logica del più forte

 

Matteo 14,13-21  <<Udito ciò, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città. Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù rispose: «Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare». Gli risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qua». E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini>>.   

♦ La condivisione del pane e di ciò che esso significa

♦ Il banchetto messianico come riconvocazione di un popolo disperso

            ♦ La sete della Parola di Dio, condizione previa per la ricostruzione

            ♦ L’insufficienza dei nostri mezzi e l’efficacia della solidarietà

Approfondimenti

♦ Il giogo, emblema di una storia di conflitti –> Ger 27,1-7:

«Al principio del regno di Sedecìa figlio di Giosia, re di Giuda, fu rivolta questa parola a Geremia da parte del Signore. Mi dice il Signore: «Procùrati capestri e un giogo e mettili sul tuo collo. Quindi manda un messaggio al re di Edom, al re di Moab, al re degli Ammoniti, al re di Tiro e al re di Sidòne … Ora ho consegnato tutte quelle regioni in potere di Nabucodònosor … Tutte le nazioni saranno soggette a lui, a suo figlio e al nipote, finché anche per il suo paese non verrà il momento. Allora molte nazioni e re potenti lo assoggetteranno».

♦ Potere e poteri del”mondo”.

Con il peccato e la morte, sua conseguenza  (Sap 2,24+; Rm 5,12+), l’uomo è diventato violento ed è caduto sotto la violenza del potere e del suo “principe”: Gv 12,31+; Lc 4,5-8 («Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai»). L'uomo sarebbe rimasto schiavo della sua tirannia (Mt 8,29+; Gal 4,3+; Col 2,8+), ma Gesù è venuto a liberarlo con la «redenzione» (Mt 20,28+ ,  Rm 3,24+;  Rm 6,15+;  Col 1,13-14;  Col 2,15+ . Vedi ancora Ef 2,1-6; Ef 6,12+;  Gv 3,35+; 1Gv 2,14; Ap 13,1-18; Ap 19,19-21). 

♦ Partecipiamo all’opera della liberazione (=redenzione) attingendo dalla Parola di Dio le connotazioni della (vera) pace e condividendone il suo sogno e la sua costruzione. 


 

 MARTEDÌ   08-8-06

Tema: Imparare ad attraversare il buio per ricostruire secondo il progetto di Dio [pace come ricostruzione]

Ger 30,1-2.12-22 <<Parola che fu rivolta a Geremia da parte del Signore: Dice il Signore, Dio di Israele: «Scriviti in un libro tutte le cose che ti dirò, (…) Così dice il Signore: «La tua ferita è  incurabile. la tua piaga è molto grave. Per la tua piaga non ci sono rimedi, non si forma nessuna cicatrice. Tutti i tuoi amanti ti hanno dimenticato, non ti cercano più; poiché ti ho colpito come colpisce un nemico, con un castigo severo, per le tue grandi iniquità, per i molti tuoi peccati. Perchè gridi per la tua ferita? Incurabile è la tua piaga. A causa della tua grande iniquità, dei molti tuoi  peccati, io ti ho fatto questi mali. Però quanti ti divorano saranno divorati, i tuoi oppressori andranno tutti in schiavitù; i tuoi saccheggiatori saranno abbandonati al  saccheggio e saranno oggetto di preda quanti ti avranno  depredato. Farò infatti cicatrizzare la tua ferita e ti guarirò dalle tue piaghe. Parola del Signore. Poiché ti chiamano la ripudiata, o Sion, quella di cui nessuno si cura», così dice il Signore: «Ecco restaurerò la sorte delle tende di Giacobbe e avrò compassione delle sue dimore. La città sarà ricostruita sulle rovine e il palazzo sorgerà di nuovo al suo posto. Ne usciranno inni di lode, voci di gente festante. Li moltiplicherò e non diminuiranno, li onorerò e non saranno disprezzati, i loro figli saranno come una volta, la loro assemblea sarà stabile dinanzi a me; mentre punirò tutti i loro avversari. Il loro capo sarà uno di essi e da essi uscirà il loro comandante; io lo farò avvicinare ed egli si accosterà a me. Poiché chi è colui che arrischia la vita per avvicinarsi a me? Oracolo del Signore. Voi sarete il mio popolo e io il vostro Dio»>>.

♦ Illusioni e abbandono dei tanti “amanti”

♦ Le nostre ferite più profonde

♦  La ricostruzione comincia dalla compassione

♦ Partecipare all’opera di Dio attraverso la com-passione

♦ Il consacrato di Dio come il più vicino a lui e all’uomo che soffre

 

Matteo 14,22-36 <<Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «E' un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!». Compiuta la traversata, approdarono a Genèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati, e lo pregavano di poter toccare almeno l'orlo del suo mantello. E quanti lo toccavano guarivano>>.

♦ Solitudine e paura dei discepoli

♦ La condizione del discepolo di sempre:  tra il timore e la fede,
                il dubbio e l’affidarsi a Dio

♦ La preghiera come attraversamento dello sconcerto e del dubbio

♦ La pace come guarigione, approdo e nuovo inizio

 

Approfondimenti

♦ Ancora per quanto tempo? Ger 25,11 «settanta anni»:  arrotondamento della durata dell'esilio, vedi Ger 29,10 e 27,7. Il tema presente in  2Cr 36,21 e alla base di  Dn 9;  «Verso la fine della notte egli venne»  --> Il valore del tempo umano e il tempo della grazia (kairòs)

♦ «Ger 30,15 «Perchè gridi per la tua ferita? Incurabile è la tua piaga. A causa della tua grande iniquità, dei molti tuoi  peccati, io ti ho fatto questi mali»:  le ferite della nostra condizione umana e le ferite che ci procuriamo rinunciando all’Infinito che è in noi.  La violenza della natura e la violenza degli uomini. La guarigione consiste nella ricostruzione (Ger 30,18-19) e nell’afferrarsi a Gesù anche se su un mare infido.

♦ Diventare il «suo popolo»:  essere Comunità di pace costruendo la pace.

 

MERCOLEDÌ   9-8-06

Tema: Dispersi tra gli altri, per entrare nel dinamismo di un amore senza limiti di tempo e di spazio [il compito della costruzione della pace superando ogni regionalismo]

Ger 31,1-7   <<In quel tempo - oracolo del Signore - io sarò Dio per tutte le tribù di Israele ed esse saranno il mio popolo». Così dice il Signore: «Ha trovato grazia nel deserto un popolo di scampati alla spada; Israele si avvia a una quieta dimora». Da lontano gli è apparso il Signore: «Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà. Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine di Israele. Di nuovo ti ornerai dei tuoi tamburi e uscirai fra la danza dei festanti. Di nuovo pianterai vigne sulle colline di  Samaria; i piantatori, dopo aver piantato, raccoglieranno. Verrà il giorno in cui grideranno le vedette sulle montagne di Efraim: Su, saliamo a Sion, andiamo dal Signore nostro Dio». Poichè dice il Signore: «Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: Il Signore ha salvato il suo popolo, un resto di Israele>>.

            ♦  L’amore (grazia) ci raggiunge fin nei più desolati deserti

            ♦ Un amore che non conosce né tempo né limitazioni

            ♦  Un resto di scampati alla cultura della violenza e della sopraffazione

            ♦  Il sogno di Dio: un’umanità riconciliata che lavora e fa festa

            ♦  Essere segnale tra i popoli dell’immutabile sogno di Dio

 

Matteo 15,21-28   <<Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro». Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». «E' vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita>>.

♦ L’annuncio che nessuno è straniero, come annuncio di pace

            ♦ La fede come perseguibilità dell’impossibile

Approfondimenti

            ♦ Necessità e limiti dell’azione “politica” a partire dal titolo di “Figlio di Davide” applicato a Gesù (Mt 9,27). Si tratta di un titolo messianico (2Sam 7,1+ cf.  Lc 1,32;  At 2,30;  Rm 1,3 ), frequente nel giudaismo (Mc 12,35;  Gv 7,42 ) e che soprattutto Mt ha riservato a Gesù (Mt 1,1;  Mt 12,23;  Mt 15,22;  Mt 20,30p;  Mt 21,9;  Mt 21,15), ma che Gesù sembra accettare solo parzialmente, per le sue implicanze troppo “politiche” del Messia (Mt 22,41-46 ; cf. Mc 1,34+), per cui egli preferisce presentarsi come il “Figlio dell'uomo” ( Mt 8,20+).

♦ “Figlio dell'uomo”: titolo esclusivamente evangelico (cf.  Gv 3,14+ eccetto  At 7,56;  Ap 1,13;  Ap 14,14), che Gesù adopera sia parlando della sua sofferenza (Mt 8,20;  Mt 11,19;  Mt 20,28; Mt 17,22), sia della resurrezione (Mt 17,9 ) e del suo ritorno glorioso (Mt 24,30; Mt 25,31). Risale a un substrato aramaico che originariamente significa «uomo» (Ez 2,1+), ma che è stato applicato da  Dn 7,13+ e dall'apocalittica giudaica (Enoch) a un personaggio celeste, al quale Dio consegna il regno (cf.  Mc 1,34+;  Mt 13,13+) e perciò assume un carattere messianico. Con questa accentuazione è adoperato davanti al sinedrio da Gesù stesso ( Mt 26,64+ ).

“Davvero grande è la tua fede!”. L’unico confine è quello della fede. ·Fede come fiducia e abbandono al progetto di Dio, per la potenza di Colui cui ci si affida (Lc 1,20;  Lc 1,45;  Mt 21,25p;  Mt 21,32). Gesù la richiede in occasione dei miracoli (Mt 8,13;  Mt 9,2p;  Mt 9,22p;  Mt 9,28-29;  Mt 15,28; Mc 5,36p; Mc 10,52p; Lc 17,19 ), come segni della sua missione (Mt 8,3+, cf. Gv 2,11+ ), non comprensibili in chi non dà loro questo significato ( Mt 12,38-39; Mt 13,58p; Mt 16,1-4 ). In quanto atto si superamento di se stesso e dei limiti storici (Mt 18,6p ), molti si rifiutano di compierlo o hanno difficoltà in proposito, a partire dall’Israele dei vangeli (Mt 8,10p;  Mt 15,28;  Mt 27,42p; Lc 18,8 ;  Mc 9,24; Lc 8,13), tanto che anche i discepoli mostrano lentezza a credere (Mt 8,26p; Mt 14,31; Mt 16,8; Mt 17,20p), anche dopo la resurrezione (Mt 28,17;  Mc 16,11-14;  Lc 24,11;  Lc 24,25;  Lc 24,41 ).  La fede sincera di Pietro «roccia» ( Mt 16,16-18 ) sarà scossa dallo scandalo della passione (Mt 26,69-75p) per attestarsi in seguito (Lc 22,32). In quanto fede essa è ancora speranza e opera meraviglie (Mt 17,20p;  Mt 21,21p; Mc 16,17), ottenendo tutto (Mt 21,22p;  Mc 9,23 ). Va dalla remissione dei peccati ( Mt 9,2p; Lc 7,50 ) a una salvezza che abbraccia l’uomo e il suo futuro (Lc 8,12;  Mc 16,16 , cf.  Mt 3,16+).